Stop alle solite promesse


Ormai prossimi alla vigilia del secondo anniversario dal crollo dell’argine del Carrione, il sindaco Zubbani cerca di giocare d’anticipo nella speranza di evitare contestazioni da parte della cittadinanza, esponendo punto per punto il programma degli interventi che verranno effettuati al fine di mitigare il rischio idraulico del territorio. Come se ciò non fosse sufficiente, il primo cittadino cerca anche di decolpevolizzarsi per il vergognoso immobilismo perpetuato in questi due anni attraverso il ben noto sistema dello “scarico del barile” a cui tutti siamo costretti ad assistere mestamente. Questa volta però, caro Sindaco, nessuno è più disposto a crederle: i cittadini esigono giustamente fatti concreti, non vuote parole. Questi ultimi due anni li abbiamo passati con la costante paura che potesse riaccadere un simile disastro da un momento all’altro, di poter perdere tutto in un istante, sempre allarmati alle prime piogge. E lei, Sindaco, cosa ha fatto in questo lungo periodo? È stato capace solo di scusarsi, prendere tempo e addossare le colpe a terzi.

Siamo veramente stanchi di sentire promesse mai mantenute e soprattutto di essere presi costantemente in giro; ma siamo anche sicuri che questa volta le cose saranno diverse, che i lavori inizieranno veramente. Volete sapere il perché della nostra sicurezza? Semplice: le elezioni si avvicinano.