SOVRAFFOLAMENTO CARCERI, LA LEGA CHIEDE NUOVI PATTI BILATERALI PER FAR SCONTARE LA PENA AI DETENUTI STRANIERI NELLE CARCERI DEL PROPRIO PAESE.


Ovattoni (Lega): “Il problema del sovraffollamento verrebbe eliminato in un colpo solo”   PRATO – Tiene banco in ambito politico il tema del sovraffollamento delle carceri italiane. La segretaria comunale del Carroccio di Prato Patrizia Ovattoni, candidata alle prossime elezioni, spiega quali sono le politiche della Lega sul tema: «Esiste il problema del sovraffollamento delle carceri, ma i numeri vanno anche interpretati e ci dicono prima di tutto che a Prato c’è stato un incremento dei detenuti del 23% negli ultimi 6 anni, di cui il 14% sono stranieri.» I dati del Ministero della Giustizia indicano in 565 i detenuti del 2006 (di cui 258 stranieri, 46% del totale), passati poi a 693 del 2012 (di cui 416 stranieri, 60% del totale). Un incremento non da poco, che grava inevitabilmente sulle strutture carcerarie attuali e che fa impennare gli indici del sovraffollamento. Di recente la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha dichiarato che l’Italia sta violando i diritti dei carcerati, perché costretti a stare in celle piccole e sovraffollate. Ma per Ovattoni le soluzioni non sono da cercarsi in “scorciatoie comode per la politica” come amnistie o indulti «Se è vero che stiamo facendo brutte figure all’estero per il sovraffollamento carcerario, è anche vero che non possiamo permettere a delinquenti e criminali di girare liberamente nelle nostre strade. Roberto Maroni da Ministro dell’Interno aveva avviato importanti accordi bilaterali con vari Paesi extra UE per far scontare la pena ai detenuti nei propri Paesi di origine, trovando spesso resistenze legate al fatto che proprio i Paesi di origine rinnegavano di fatto i propri connazionali che si erano macchiati di delitti efferati. Va portato sul piatto dell’Europa la necessità di poter imporre a questi Stati di riprendersi i propri concittadini che hanno commesso reati sui nostri territori. Alla politica i cittadini chiedono di scegliere la via più giusta, non quella più facile ed amnistie ed indulti rappresentano soltanto la via più facile ma non certamente risolutiva. In questo ambito abbiamo potuto verificare tutta l’inadeguatezza del Governo tecnico, che in questi casi non è chiamato a fare l’ordinaria amministrazione ma a mettere in campo tutte le doti politiche e diplomatiche che gl stessi tecnici non possono avere per deformazione professionale.»