FIRENZE, MARONI SFIDA RENZI SUL PATTO DI STABILITÀ


Maroni: «Renzi aveva definito questa norma come il patto di stupidità, io l’ho sfidato a cancellarla come primo atto del suo governo»

FIRENZE – ROBERTO MARONI, Presidente della Lombardia, uno dei volti più amati della Lega Nord, per un giorno in visita a Firenze. L’occasione è stata un confronto con Enrico Rossi (Presidente della regione Toscana) sul tema della riforma del Senato (evento organizzato dai Lions Club della Toscana). «La riforma del Senato che ho in mente – ha detto Maroni – è semplice: prendere il modello tedesco che funziona bene. Il Bundesrat della Germania rappresenta i 16 Lander, ha competenze esclusive, nessuna elezione e conta meno di settanta membri». Anche il Presidente della Toscana ha mostrato di essere sostanzialmente d’accordo a sostenere una riforma del Senato improntata sul modello tedesco ma, ha aggiunto, con i «dovuti adeguamenti al sistema istituzionale italiano». Uscito dall’incontro, Maroni si è fermato fino a tardo pomeriggio con i militanti del movimento toscano per parlare di patto di stabilità, Europa e lanciare loro un messaggio.

LA SFIDA A RENZI SUL PATTO DI STABILITÀ. «Renzi aveva definito questa norma come il patto di stupidità – ha detto Maroni- io l’ho sfidato a cancellarla come primo atto del suo governo. Cancellare il patto di stabilità significa consentire ai sindaci dei comuni che governano bene di poter usare i soldi che hanno. Cosa che oggi non possono fare». «Se Renzi riuscirà a farlo – ha continuato il Presidente della Lombardia, mostrando anche un’apertura verso l’esecutivo – allora anche noi della Lega Nord voteremo a favore della norma. Il patto di stabilità che strangola i sindaci che governano bene va assolutamente cancellato».

EUROPA DA RIFORMARE. «La Lega vuole un’Europa diversa. Così com’è non funziona – ha detto Maroni-. C’è un parlamento che non fa le leggi, l’unico al mondo. C’è una commissione europea, fatta di ministri-commissari non eletti ma nominati, che impone agli stati membri di fare cose che non passano attraverso il parlamento. Noi vogliamo un’Europa federale, dove ci sia un parlamento che fa le leggi e un premier europeo eletto dal popolo». E sull’Euro, ha continuato il Presidente della Lombardia, «dobbiamo rimetterlo in discussione, non deve essere un tabù del tipo senza Euro si muore. Chi lo ha detto? La Gran Bretagna è fuori dall’Euro e sta vivendo una fase di crescita a differenza dell’Italia».

Il MESSAGGIO A MILITANTI E SOSTENITORI. Maroni ha infine lanciato un messaggio alla base del movimento per infondere coraggio e preparali alle sfide del futuro della Lega Nord. «Abbiamo passato momenti difficili – ha detto- ma ci siamo ripresi. E adesso, dopo la mia decisione di anticipare le dimissioni da segretario federale, abbiamo un nuovo segretario giovane, capace e brillante che da entusiasmo: Matteo Salvini. Adesso – ha concluso – abbiamo iniziato una fase nuova. È giunta l’ora di riprendere con entusiasmo le nostre storiche battaglie».

di Manuel Vescovi
(Segretario Nazionale della Lega Nord Toscana)