LA LEGA NORD TOSCANA LANCIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON L’ON. GIULIO TREMONTI


  FIRENZE - Mettere in moto l’economia cominciando con la defiscalizzazione delle imprese è il cardine attorno a cui ruota il programma della Lega Nord che sceglie di  entrare nel vivo della propria campagna elettorale parlando di economia e fisco a Firenze con il Prof. Giulio Tremonti, capolista al Senato nella circoscrizione Toscana, che oggi pomeriggio ha risposto alle domande di giornalisti e cittadini. All’incontro che ha avuto luogo all’hotel Londra hanno preso parte l’Onorevole Giovanni Fava, il capolista alla Camera Manuel Vescovi e il capogruppo in Palazzo Vecchio e candidato a sindaco di Firenze per la Lega nel 2014 Mario Razzanelli. A moderare il dibattito arricchito dalle domande dei giornalisti della Nazione Pino Di Blasio e Giulio Gori del Corriere Fiorentino, il professorGiovanni Pallanti. Tra i temi toccati naturalmente lo scandalo che ha travolto Mps, il sistema fiscale, la situazione economica del Paese e le proposte per uscire dalla crisi. “La crisi del Mps ha un precedente storico che è quello dello scandalo della Banca romana che nell’800 coinvolse la monarchia, la stampa e il governo. L’ Mps è la terza banca italiana dunque fondamentale per la stabilità del Paese proprio per questo è importante fare chiarezza su ciò che è successo” ha dichiarato il professor Tremonti che si è espresso anche sull’acquisizione di Antonveneta: “Quell’operazione contiene fortissime anomalie, fatta in contanti e senza fondati pareri esterni. La Banca d’Italia avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto”. Le riflessioni del professor Tremonti si sono poi concentrate sulla crisi economica che ha investito l’America e l’Europa. “Se una tempo fu Libertà, Uguaglianza e Fraternità, ora è  Globalità, Mercato e Moneta. Da allora a oggi c’è stato un cambiamento radicale che ha sancito la fine di un’epoca e l’eclissi degli antichi valori. Il mercato non è contro lo Stato, lo assorbe; non è contro la Democrazia ma la prescinde; è un mondo questo che contiene fattori di crisi spaventosi, non sono state fatte delle regole anzi sono stati approntati dei meccanismi per evitarle e il lavoro della Banca Centrale di salvare la situazione è solo un modo per comprare tempo; tuttavia se da una parte il rischio cresce i popoli hanno iniziato a capirlo. L’asse del potere si è spostato dal vecchio assetto in cui al centro vi erano gli Stati e i Governi a quello sconfinato della Finanza. Quello che si può fare è far circolare le idee tenendo presente che i cambiamenti non avvengono mai di colpo”. La crisi in cui versa lo Stato Italiano secondo Tremonti è stata ulteriormente acuita dall’anno di Governo Monti: “Si dice che Monti sia autorevole in Europa. Lo è certamente, perché anziché fare gli interessi del suo Paese fa l’interesse degli altri Paesi come la Germania. Sono convinto che l’ultimo governo Berlusconi non avesse fatto male: abbiamo cercato di tenere il bilancio a posto e di mantenere l’equilibrio sociale, non c’è stato un giorno di sciopero generale, lo spread c’era ed era ad una media di 113, ora è il triplo nonostante la Bce e anche il debito cresceva meno che in altri Paesi. Un Governo può fare molto male, difficile è fare crescita e non la si fa certo con un decreto legge ma tenendo conto di  un insieme di fattori. Il signor Monti non aveva nemmeno la minima idea di come si governa un Comune, l’Imu ne è stato l’esempio. Quello di Monti è un ‘mostro’  nato dalla paura e che fa paura, un colpo di Stato che ha inaugurato il ‘Fascismo finanziario’ che ha richiesto più di 50 voti di fiducia e che ora paghiamo con una crisi anche peggiore”. Le proposte del professor Giulio Tremonti all’interno dell’ alleanza con la Lega: “La prima promessa che si può e si deve fare è: -        Basta con l’aumento delle tasse; se abbassi il gettito inasprisci la crisi; l’Imu? può essere tolta, eliminando ad esempio il Fondo Salva Stato per il quale l’Italia paga il 18% . -        Fondare una grande banca pubblica: se non diamo finanziamenti alle imprese l’Italia andrà a sbattere in 4 o 5 mesi, chiunque governi. -        Mettere il TFR in busta paga così da erogare una sorta tredicesima in più. -        Stabilire che casa e officina non siano più pignorabili. -        Contratto per le piccole aziende: il nostro è un Paese che si regge sulla piccola impresa e siamo dei pazzi a continuare ad applicare lo stesso contratto alla Fiat e alla piccola officina. -        Concordato fiscale per tre anni e le aziende non avranno la spada di Damocle dell’ispezione.   Per quanto riguarda il condono edilizio proposto da Berlusconi, Tremonti è chiaro: “nell’accordo con Maroni non vi è nessuna ipotesi di questo genere. Tanto più che il condono edilizio non si può più fare, dal momento che è l’Europa a incassare l’Iva”.