CRISI CAMPERISTICA – Niene di nuovo all’orizzonte


On. Fava (Lega): “Serve un massiccio piano di riconversione industriale”

“Le proposte della Regione sono semplici cure palliative che difficilmente rilanceranno il settore.”

FIRENZE – Cè un settore in Toscana che è uno dei motori trainanti di un intero territorio. Il settore è la cameristica ed il territorio è la Valdelsa, con i Comuni di Poggibonsi,  Colle di Val d’elsa e San Gimignano che da soli contano tanti abitanti quanti quelli del Comune di Siena. Tutta l’economia di questa zona ruota intorno al settore della cameristica, che però sta attraversando un periodo di crisi interminabile. Sono anni infatti che le aziende ricorrono a tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione. Dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria, da quella in deroga ai contratti di solidarietà. Il responsabile economico della Lega Nord On. Gianni Fava, che ricopre anche l’incarico di Commissario regionale della Toscana interviene sull’argomento con una nota:«È inutile dire che il settore della cameristica ha molte analogie con quello dell’auto, anch’esso in crisi da anni, se non altro per affinità di prodotto. La notizia che la Regione Toscana abbia messo in campo un pacchetto di misure di sostegno al distretto valdelsano, denota interesse sull’argomento, ma crediamo che la ricetta scelta sia soltanto una cura palliativa che difficilmente rilancerà il settore. Il problema focale di questa crisi risiede nella capacità di spesa delle famiglie, profondamente provate anche dalle politiche recessive messe in atto dal dimissionario Governo Monti. È difficile pensare che una famiglia possa acquistare un camper se tutti i dati ci fotografano una difficoltà persino ad acquistare prodotti come l’abbigliamento ed i generi alimentari, soprattutto considerato che il camper non è un prodotto di prima necessità come lo può essere un’autovettura. La ricetta confezionata dalla Regione ripercorre peraltro ingredienti già utilizzati ma che no hanno dato i risultati sperati. Già nel 2007 infatti era stato sottoscritto tra la Regione, le Province, i Comuni, le principali associazioni di categoria e le immancabili sigle sindacali, un protocollo d’intesa per la filiera della cameristica. Questo protocollo individuava vari progetti da portare avanti come lo sviluppo delle infrastrutture viarie (ancora carenti nella zona), logistiche (già realizzate in loc. La Zambra), oltre all’incentivo della formazione e della ricerca e l’alta formazione universitaria per la preparazione manageriale delle strutture dirigenziali aziendali. A distanza di 5 anni vengono sostanzialmente riproposte le stesse azioni e gli stessi programmi. Niente di nuovo all’orizzonte insomma, se non che in questo lasso di tempo sono state utilizzate ingenti risorse per gli ammortizzatori sociali che sarebbero potute servire a progettare una via di uscita credibile. La paura prospettatami anche dalla segreteria comunale e provinciale della Lega Nord, è quella che le aziende coinvolte navighino a vista nella sola speranza che le dinamiche del settore riprendano. Credo che tutte le modifiche normative anche di incentivo alla pratica del turismo en plein air, non offrano risposte concrete e dirette ai lavoratori di queste aziende.

Probabilmente, anche se in grave ritardo, l’unica soluzione è quella di attuare, in tempi strettissimi, un massiccio piano di riconversione industriale che coinvolga l’intera area Valdelsana, al fine di creare una vera alternativa di lavoro in un territorio fortemente provato dalla crisi economica ed industriale di questo Paese.»