Acciaierie ex Lucchini. L’appello della Lega Nord: «Salvaguardare il destino di migliaia di famiglie»


LIVORNO - Sul destino delle acciaierie ex Lucchini di Piombino in questi anni ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Acquisizioni, commissariamenti, dismissioni, cordate bancarie per il controllo, ma nulla è cambiato. È dal 2003 che la situazione tende sempre a peggiorare, e un vero piano industriale per la sua fabbrica Piombino non lo vede da anni. Sono 4.000 i posti di lavoro a rischio, senza contare l’indotto. L’unica cosa chiara che sembra delinearsi all’orizzonte – leggiamo sul Sole24ore- è che adesso a contendersi gli asset delle ex Lucchini rimangono tre gruppi: due società indiane di proprietà dei fratelli Naveen e Sajjan Jindal, Jsw (Jindal south west) e Jspl (Jindal steel and power limited) e il trader ucraino Steelmont. La Jsw e Steelmont non hanno escluso la possibilità di realizzare anche Corex e un nuovo forno elettrico, mentre l’interesse della Jspl si limiterebbe ai soli laminatoi.

Fuori dalla gara rimangono per adesso la svizzera Klesch e la tunisina Smc (che potrebbero comunque formulare in futuro un'offerta vincolante che il commissario Piero Nardi sarà chiamato a valutare, se superiore alle altre). Su quest’ultima società, la Smc, noi della Lega Nord ci siamo parecchio interrogati, soprattutto dopo che giornali e quotidiani hanno rivelato che il suo capo, Khaled al Habahbeh, di origine giordana, abbia avuto in passato seri guai con la giustizia statunitense per truffa e droga (fonte il Tirreno online). Prima che arrivasse la notizia dell’esclusione dalla due diligence e data room della Smc (non è riuscita a produrre in tempo utile garanzie finanziarie adeguate), molti osservatori erano rimasti favorevolmente colpiti dall’offerta di questa società araba, perché l’unica intenzionata a mantenere in funzione l’altoforno. Noi, invece, dopo un’analisi delle informazioni a nostra disposizione (riviste e quotidiani), siamo rimasti un po’ perplessi dal quasi alone di mistero che, a nostro parere, avvolge la società stessa (Scrive Repubblica in un articolo del 24/01/2014 uscito nella cronaca di Firenze: al Habahbeh «non avrebbe alcuna conoscenza specifica nel settore dell' acciaio, ma per poter presentare una proposta per Piombino avrebbe costituito appositamente a Tunisi la società, la Smc») .

Pertanto chiediamo al commissario Nardi che nel caso di un rientro successivo in gara della Smc vengano fatte con scrupolosa attenzione le dovute indagini sulla proprietà e solidità finanziaria della società. Il destino di troppe famiglie è legato alle acciaierie ex Lucchini. No possiamo più permetterci errori, una scelta sbagliata e a pagare saranno migliaia di persone.

di Gennaro Ceruso Segretario provinciale Lega Nord Livorno